L’AFFERMAZIONE DEL CANALE DIGITALE: COME È CAMBIATO IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI ACQUISTI

Per accorgerci di come siamo cambiati e di come cambiano le nostre abitudini nel tempo dobbiamo osservarci a distanza di anni, basti pensare che al momento della sua nascita, attorno alla metà degli anni 90, il canale digitale (comunemente conosciuto come e-commerce) veniva visto in concorrenza con i canali tradizionali, si parlava infatti all’epoca di channel conflict. Oggi, questo nuovo canale di vendita rappresenta una preziosa risorsa e una realtà consolidata in continua evoluzione che, acquisto dopo acquisto, sta spazzando via tutti i pregiudizi atavici che si portava dietro.                                                                           

Una delle critiche più feroci mosse al canale digitale è sempre stata quella secondo cui questo distruggesse le vecchie aziende creando dei “monopoli digitali”. In realtà l’errore che fino a qualche anno fa si commetteva, era quello di considerare il canale digitale “Just Another Channel” non comprendendone le potenzialità e le sinergie con gli altri canali.

Oggi le cose sono cambiate, si è passati da un’impostazione pluricanale dove i singoli canali (fisici, voce e digitale) agivano in modo indipendente, al concetto di Omnicanalità che prevede l’utilizzo di diversi canali tra loro indipendenti, ma in modo coordinato, per il completamento del percorso di acquisto; un esempio sono i modelli che offrono la possibilità di effettuare un acquisto online e il ritiro del prodotto o il reso in un qualunque negozio.                                                            

Sovente capita di imbatterci in servizi televisivi o articoli di giornale volti a metterci in guardia circa le insidie che si celano dietro all’universo digitale mentre è raro (anche a causa dell’utilizzo improprio che i più ne fanno) vederne evidenziate le proprietà e le funzionalità uniche a cui il digitale ci permette di avere accesso. Il digitale infatti ha portato ad un’assenza di vincoli di prossimità e geografici, si rientra in logiche di utilizzo ovunque (Everywhere) perché posso accedere da dovunque per connettermi ovunque. Oltre che ovunque, posso utilizzare sempre (anytime) la tecnologia digitale perché è sempre disponibile e funziona sempre a differenza di un commesso. Banalmente l’unico ostacolo che ci separa dal poter effettuare un acquisto è una connessione di rete che ci dà le chiavi per poter accedere al sito di e-commerce da noi individuato e far partire l’ordine, avendo accesso a tutte le informazioni di cui necessitiamo per poter compiere un acquisto azzeccato.                                                                                                                    

Un endorsement importante al canale digitale è paradossalmente arrivato con l’avvento del Covid-19; molti ne hanno scoperto finalmente l’utilità dopo anni di quiescenza, l’emergenza sanitaria ha infatti fatto sì che esso non venisse più considerato solo “il canale dei giovani” (poiché i numeri hanno sempre evidenziato un utilizzo massiccio da parte dei giovani), poichè a farne uso sono stati e sono tutt’oggi una fetta importante della popolazione senza distinzione d’età.         

Le consegne a domicilio di generi alimentari e merci in generale sono aumentate durante la pandemia. Amazon è stato uno dei giganti della tecnologia, che ha reclutato personale invece di rimandarlo a casa in cassa integrazione. La pandemia ha condotto ad un incremento degli acquisti online anche in relazione ai prodotti farmaceutici, attraverso i vari e-commerce di farmaci è diventato molto più semplice acquistare. Secondo gli ultimi dati di acquisto, infatti, nei mesi cupi del lockdown nel settore è stata registrata una crescita del 200%. Che si stia verificando finalmente un’inversione di tendenza? Perché precisiamo, è giusto mettere al riparo gli utenti dalle minacce del digitale e delle sue forme, ma non è giusto veicolare un messaggio sbagliato, che insegue un trend che ha sempre più demonizzato piuttosto che informato, pregno di dissenso e disapprovazione ma avaro di lodi.  

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