TEAM DI ESPERTI PER LO STUDIO DEL VIRUS

Un team multidisciplinare di ricerca coordinato dal Prof. G.F. Tarro ha​

analizzato dati di biomonitoraggio ambientale di rischio da esposizione a​

metalli tossici, particolato ultrafine e polimorfismi genetici correlati a​

patologie cronico-degenerative, per valutare gli effetti generali sulla salute​

dei residenti nelle aree ad alto rischio. L’analisi preliminare dei​

biomarcatori “metalli tossici”, particolato ultrafine e polimorfismi,​

condotta con modelli matematici, è arrivata a far ipotizzare che il danno​

biologico da inquinamento ambientale è correlato fortemente con specifici​

polimorfismi. Tale condizione genetica potrebbe esercitare un’azione di​

“boost”, cioè di impulso alla diffusione virulenta durante un’epidemia e​

favorire le tre più importanti caratteristiche che influenzano la​

trasmissione:

1. l’infettività (misura con quanta facilità esso è in grado di infettare​

l’ospite).

2. la virulenza (o potere patogeno).

3. la stabilità (capacità di sopravvivere al di fuori dell’ospite).

Le polveri sottili per la presenza di metalli fungerebbero, infine, anche da​

vettore elettrostatico di virus (carica positiva).​

Il virus quindi utilizza le stesse strategie di danno metabolico (in primis​

deplezione GSH) indotto da metalli tossici e la gravità di tale meccanismo

metabolico correla con alcuni polimorfismi genetici. Tale condizione si​

traduce in un aumentato stress ossidativo ed un un elevato rischio trombo-

embolico, sia arterioso che venoso.

In pratica il Covid 19 e l’inquinamento da particolato ultrafine​

sinergizzano la loro azione tossica sulle cellule e l’effetto potrebbe essere​

letale in soggetti portatori di mutazioni puntiforme genetiche.

Il Prof.Tarro volendo approfondire le assonanze, in termini di patogenicità​

tra virus e metalli, ha costituito tale team di lavoro insieme all’Unita’ di​

Ricerca in Tecnologia Medica presso il Parco Scientifico-Tecnologico​

dell’Università di Bari che da anni coordina un network di ricercatori,sparsierritorio nazionale, in un progetto denominato “Detoxic Center”. In​

tale progetto sono coinvolti clinici, biochimici, nutrigenomici,i genetisti del​

progetto Genobioma, informatici, matematici, esperti di Intelligenza​

Artificiale, biostatistici.

L’attività svolta in una prima fase ha confermato che tali alterazioni​

genomiche sono alla base della violenta reazione infiammatoria che si​

scatena a seguito della polmonite interstiziale da Covid 19, e si è​

dimostrato in questa tempesta infiammatoria un comune denominatore​

nelle alterazioni del metabolismo ossidativo cellulare.

Tale attività si è concretizzata in un lavoro scientifico in fase di​

pubblicazione:

(Analisi tramite modello matematico delle analogie tra le alterazioni epigenetiche​

indotte da metalli pesanti e quelle da Covid 19)

G.Tarro- A.I. Galeandro- A. Del Buono- F. di Tuoro-D. Tedeschi-M. Iabichella-A. D’Orta

La seconda fase consisterà nella validazione di tale ipotesi, che se​

confermata, permetterebbe di identificare in maniera immediata i soggetti​

che sono predisposti alle complicanze cardiovascolari e polmonari di​

questa virosi e avviandoli alle idonee terapie preventive.

L’utilizzo dell’I.A. permetterà di avere in tempi brevissimi i risultati ed una​

start-up presente nel PST (Detoxic Sistem srl) procederà alla brevettazione​

della metodica e della relativa tecnologia applicativa.